Altre interviste:   
Vito Ninfo
Nato a S.Stefano di Camastra (Messina) nel 1937.
Segno zodiacale:Cancro.
Direttore Anatomia Patologica all’Università di Padova.
Esperto in Patologia dei tessuti molli e Patologia Pediatrica
Già Presidente SIAPEC-IAP nel triennio 2002-2004.
Principale hobby:Collezionismo cartaceo (libri e giornali) del passato.
Enrico Cristofori
Nato a Mestre-Venezia nel 1939
Segno zodiacale: Cancro.
Ex primario all'ospedale di Lecco. Esperto in sistemi di gestione per la qualità in campo sanitario
Già Presidente SIAPEC-IAP nel triennio1999-2001
Principale hobby: lettura
Perché hai deciso di fare il medico?
Non so di preciso, ma sin da bambino non riuscivo neanche ad immaginare che potessi, scegliere una facoltà diversa da Medicina. Questo probabilmente perchè, essendo mio padre medico, sono cresciuto in un ambiente permeato di cultura medica.
Avrebbe dovuto fare il medico mio fratello maggiore: ma essendo troppo intelligente alla fine ha scelto di fare fisica pura: io non avevo lo stesso problema...
Perché hai deciso di fare il patologo?
Il mio obiettivo iniziale era quello di dedicarmi alla Chirurgia e quindi mio padre che era un Chirurgo, mi suggerì la necessità di conoscere perfettamente l’anatomia umana per poter affrontare al meglio le discipline chirurgiche. Per tale motivo appena iscritto all'Università iniziai a frequentare come allievo interno prima l'Istituto di Anatomia Normale e successivamente, dal quarto anno, quello di Anatomia Patologica, venendo così in contatto con le metodiche di allestimento dei preparati istologici e l’osservazione degli stessi. Da questi primi contatti con il microscopio è nato un amore immediato verso la morfologia e tutto quello che ne può scaturire di applicativo per la “salute” dei pazienti. E’ un amore che dura dal 1958 ed è ancora vivo in me oggi come allora!
Il fratello di mia madre, Antonio Allegranza, mi ha insegnato a scoprire la medicina attraverso la morfologia sin dai primi anni di università, mentre l'anatomico Bairati ci soggiogava con le sue lezioni veramente magistrali sulle relazioni morfo-funzionali.
Chi consideri tuo maestro?
Il Prof. Mario Raso in quanto mi ha saputo trasmettere la passione per la nostra Disciplina e la dedizione necessaria per servirla adeguatamente.
Non un solo maestro ma le persone e le esperienze per quanto di positivo mi hanno trasmesso: dai salesiani nella scuola media inferiore e nel ginnasio, alla parentesi clinica in medicina del lavoro con Vigliani, al gruppo dei patologi, allora più o meno quarantenni che appartenevano o provenivano dalla scuola di Milano: Grampa, Cantaboni, Baroldi, Servida, Rilke, Lampertico, Schmid... nei caldi anni 60.
La prima autopsia?
Un neonato con sindrome di Waterhouse-Friderichsen (meningococcemia ed emorragia surrenalica bilaterale).
Non ne ho un ricordo particolare perchè ho sempre considerato l'autopsia come un momento "sacro" e quindi assolutamente sublimato dagli aspetti macabri.
La diagnosi che non dimenticherai mai
Nel 1964 la diagnosi di rabdomiosarcoma del funicolo spermatico in un ragazzo di 19 anni.
Si riferisce proprio ad una delle mie prime autopsie: una giovane donna con sclerosi tuberosa e glioblastoma ricoverata da 2 anni in ospedale psichiatrico ed etichettata come malata mentale...
L'aspetto più bello del tuo lavoro?
Quando sono al microscopio riuscire a instaurare un colloquio con le cellule che osservo ed interpretare al meglio i messaggi che mi inviano.
Riuscire a far lavorare assieme un gruppo in modo da creare l'orgoglio per il nostro lavoro
L'aspetto peggiore del tuo lavoro?
I sempre più numerosi impegni gestionali che mi distolgono dai miei compiti istituzionali di didattica, ricerca ed assistenziali.
Non esiste: ogni attività, anche la più banale e routinaria può creare soddisfazione se fatta con passione.
Quello che ricordi ancora come un incubo
L'arrivo nell'Istituto di Anatomia Patologica di Padova, nel 1963-64, di un nuovo Direttore con la sua scuola (gruppo di discepoli fidati al suo seguito) e le inevitabili ripercussioni negative che ne sono derivate, come a quei tempi poteva accadere, per i componenti del vecchio gruppo a cui appartenevo.
Le lamentazioni dei patologi frustrati.
Cosa non manca mai nella tua valigia quando parti per un congresso?
Un libro e...la Gazzetta dello Sport!
Un altro libro
Ricorda almeno 2 libri tra quelli che ti sono piaciuti di più
Con il susseguirsi delle "stagioni" della mia vita nell'ordine Don Chisciotte della Mancia di Cervantes (fanciullezza), Ulisse di James Joyce(giovinezza) e Sulle spalle dei Giganti di Robert K. Merton (maturità).
Se questo è un uomo di Primo Levi e Massa e potere di Elias Canetti.
In cosa ti senti diverso da lui?
Mi annoiano le problematiche burocratico-legislativo-manageriali del nostro lavoro quotidiano.
Oltre ad essere più “bravo” lui è naturalmente generoso, io devo sforzarmi.
Il personaggio di un film che te lo ricorda
Fra' Cristoforo (senza alcun riferimento al cognome!)

Il principe di Salina.

Hai con lui almeno un tratto in comune?
Considerare "sacra" la parola data.
La curiosità per ciò che è nuovo, la disponibilità ad ascoltare.
Un suo difetto
L'irruenza quando va a scapito dell'arte della diplomazia.
Ne ha?
Un suo pregio
L'onestà intellettuale
Una memoria prodigiosa
Cosa ti piacerebbe fare con lui?
Il giro d'Italia alla ricerca delle migliori osterie!
Un viaggio.
Perché hai deciso di fare il medico?
Non so di preciso, ma sin da bambino non riuscivo neanche ad immaginare che potessi, scegliere una facoltà diversa da Medicina. Questo probabilmente perchè, essendo mio padre medico, sono cresciuto in un ambiente permeato di cultura medica.
Avrebbe dovuto fare il medico mio fratello maggiore: ma essendo troppo intelligente alla fine ha scelto di fare fisica pura: io non avevo lo stesso problema...